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Un utile glossario per orientarsi
meglio nel mondo del video professionale:
Betacam :
famiglia di formati video professionali che usano un
nastro da 1/2 pollice, sviluppata da Sony a partire dal
1982. Questo formato è evoluto al Il Digital Betacam che
una qualità migliore delle versioni analogiche. Il
Digital Betacam registra un video a componenti compresso
DCT, campionato a 10 bit in 4:2:2, sia in PAL (720x576)
che in NTSC (720x486), a un bitrate di 90 Mb/s, più
quattro canali di audio non compresso a 48 KHz con
codifica PCM. È prevista una quinta traccia audio
analogica identica a quelle dei formati Betacam e
Betacam SP, nonché la traccia timecode lineare.
Blu-ray Disc è il supporto ottico proposto dalla Sony
agli inizi del 2002 come evoluzione del DVD per la
televisione ad alta definizione. Grazie all'utilizzo di
un laser a luce blu, riesce a contenere fino a 54 GB di
dati, quasi 12 volte di più rispetto a un DVD Single
Layer - Single Side (4,7 GB). Anche se questa capacità
sembra enorme un disco da 25 GB può contenere a malapena
2 ore di filmato ad alta definizione utilizzando il
tradizionale codec MPEG-2. Per questo motivo, oltre
all'utilizzo dei dischi a doppio strato (oltre 50 GB), è
stato previsto l'impiego di codec più sofisticati come
l'MPEG-4 AVC o il Windows Media Video 9 che permettono
in teoria di raddoppiare il fattore di compressione
rispetto all'MPEG-2 (quindi dimezzando la richiesta di
spazio) senza introdurre apprezzabili artefatti sulla
qualità video.
Crt (Cathode Ray Tube) :
indica la tecnologia comunemente usata per la
visualizzazione nei monitore nei televisori e nei
videoproiettori che consiste nel convogliare dei raggi
catodici su di una superficie sensibile, che
ricostruisce l'immagine visibile. La misura dei monitor
CRT si effettua sulla diagonale dell'area visibile, in
pollici.
DLP (Digital Light Processing) :
è una tecnologia sviluppata dalla Texas Instruments
applicata ai dispositivi che visualizzano immagini, come
i videoproiettori di ultima generazione. Essa sfrutta un
semiconduttore ottico per manipolare la luce digitale.
Il microchip DMD (Digital Micromirror Device) è
ricoperto di milioni di specchi che si muovono
indipendentemente l'uno dall'altro e che sono in grado
di rappresentare al meglio ciascun pixel dell'immagine.
Il risultato è una qualità di visione superiore alla
tecnologia LCD ed un alto rapporto di contrasto.
DV (Digital Video) :
formato di video digitale introdotto nel 1996 oramai
divenuto uno standard, sviluppato secondo le specifiche
IEC 61834, che ne definiscono sia il formato di nastro
che il codec e che sfrutta una interfaccia standard per
trasferimento a sistemi di montaggio non lineari (nota
come FireWire o IEEE1394). Nello standard DV la
risoluzione video è rispettivamente di 720x480 pixel a
29,97 fps per NTSC e 720x576 pixel a 25 fps per PAL. Il
segnale analogico viene campionato a una frequenza di
13,5 MHz per la luminanza e di 6,675 Mhz per ognuna
delle due componenti di crominanza, U e V. Questo tipo
di sottocampionatura viene normalmente indicato come
4:2:0, ed è valido per il formato PAL. In NTSC, le
componente di crominanza U e V sono campionate a 3,375
Mhz, e viene normalmente indicato come 4:1:1. La
frequenza di campionamento è in realtà la stessa nei due
sistemi, ma i dati seguono uno schema differente.
DVB (Digital Video Broadcasting):
è la televisione digitale che adotta la compressione
video chiamata MPEG-2
DVCAM : il
Sony DVCAM è una variante semiprofessionale dello
standard DV che usa le stesse videocassette. La velocità
del nastro è aumentata a 28,215mm/s e la larghezza delle
tracce a 15 μm. Il codec usato è lo stesso del DV, ma
per via della larghezza di traccia maggiore i dati
registrati sono più robusti, producendo in lettura un
tasso di dropout inferiore del 50%. Un dropout è un
errore in lettura del nastro, causato dall'assenza in
quel punto di materiale magnetico o dalla presenze di
polvere o corpi estranei tra il nastro e la testina. Nel
DVCAM non esiste un modo LP. Tutti i videoregistratori
DVCAM sono in grado di leggere i nastri DV, mentre il
supporto per il DVCPRO è un'aggiunta più recente ad
alcuni modelli. I nastri DVCAM (e quelli DV registrati
da una macchina DVCAM) durano un terzo di meno rispetto
al DV. Il DVCAM è disponibile anche in una versione ad
alta definizione.
DVCPRO :
questa variante del formato è stata progettata da
Panasonic sviluppando in modo particolare gli aspetti
relativi alla robustezza del nastro, all'intercambiabilità
delle registrazioni e alle capacità di montaggio con
sistemi lineari. Il DVCPRO non usa cassette piccole, ma
ne ha un tipo di medie dimensioni (M), e anche un tipo
XL che viene usato nei videoregistratori DVCPRO HD. La
velocità di scorrimento del nastro nel DVCPRO è di 33.82
mm/s. Le tracce sono di 18nm, aggiungendo anche una
banda di guardia tra una pista e l'altra. L'audio è
disponibile solo nella versione a 48 KHz/16 bit, non
esiste il modo EP e la sottocampionatura colore è sempre
4:1:1, anche nel modo PAL. Dal punto di vista del flusso
dati il DVCPRO standard (noto anche come DVCPRO25) è
identico al DV standard ma, nonostante questo, e a
differenza di Sony con il DVCAM, Panasonic promuove
questo formato per impieghi professionali di fascia
alta. Il formato DVCPRO50 usa due
codificatori-decodificatori DV paralleli. In questo modo
il flusso di dati di 50Mb/s è esattamente il doppio di
quello che si ottiene nel DVCPRO. Il lavoro di
compressione ripartito tra due codec ha per risultato
un'immagine con una più ricca informazione colore,
campionata in 4:2:2. Il maggiore bitrate dimezzi i tempi
di registrazione ma la qualità d'immagine è molto
elevata.
FireWire (standard IEEE 1394) :
è un'interfaccia standard per un bus seriale che
supporta due diverse modalità di trasferimento dati:
asincrona e isocrona utilizzata per collegare
telecamere, videoregistratori ed altre periferiche tra
loro o ad un personal computer. La FireWire supporta
fino a 63 periferiche con una velocità di 786.432 Mbps
LCD (Liquid Crystal
Display) : è uno schermo
sottile senza nessuna parte mobile composto da un
liquido intrappolato in numerose celle. Ogni cella è
provvista di contatti elettrici in modo da poter
applicare un campo elettrico al liquido che contiene. Le
celle stesse sono contenute all'interno di due schermi
polarizzatori lungo assi perpendicolari tra loro. I
cristalli liquidi ruotano di 90° la polarizzazione della
luce che arriva da uno dei polarizzatori, permettendole
di passare attraverso l'altro.
LCoS (Liquid Crystal on Silicon) :
tecnologia ibrida tra Lcd e Dlp usata nei
videoproiettori
MPEG-2 : è
uno standard introdotto nel 1994 da MPEG (Moving
Pictures Experts Group) ed è in sintesi un sistema di
codifica digitale di immagini in movimento, che permette
di comprimere i dati mantenendo una buona qualità, ed è
utilizzato per i comuni DVD e le trasmissioni
satellitari digitali DVB (SKY).
MPEG-4
: è uno standard
utilizzato principalmente per applicazioni come la
videotelefonia e la televisione digitale, per la
trasmissione di filmati via Web, e per la memorizzazione
su supporti CD-ROM. MPEG-4 supporta tutte le
caratteristiche degli standard MPEG-1 e MPEG-2 oltre a
tutta una serie di nuove caratteristiche come la
gestione tridimensionale degli oggetti (tramite un
estensione del VRML). I flussi audio e video vengono
trattati dallo standard MPEG-4 come oggetti che possono
essere manipolati e modificati in tempo reale.
NTSC : è
un metodo di codifica delle informazioni televisive
analogico utilizzato in Corea, Giappone, Canada,USA e
alcuni paesi americani. L'NTSC è un formato
interlacciato a 525 linee, dove 60 semiquadri formano 30
fotogrammi al secondo (in realtà la frequenza esatta è
di 29,97 al secondo - 60 Hz).
PAL (Phase-Alternating Line) :
è un metodo di codifica del colore utilizzato nella
televisione, usato da gran parte del mondo. Il PAL è un
formato interlacciato a 625 linee orizzontali, dove 50
semiquadri formano 25 fotogrammi al secondo, con una
frequenza di 50 Hz.
SDI (Serial Digital Interface) :
è un'interfaccia digitale seriale utilizzata per il
trasporto di segnali video in ambito professionale e
broadcast. Essa è standardizzata come ITU-R BT.656 e
SMPTE-259M, mentre una versione ad alta definizione,
conosciuta come High Definition Serial Digital Interface
(HD-SDI), è contemplata dallo standard SMPTE-292M.
L'interfaccia è progettata per operazione su distanze
brevi, a causa dell'elevato bitrate. |